Un percorso per chi non vuole scappare, ma scegliere.
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La fine di un amore non è una tragedia. La vera tragedia è stare in una relazione infelice, vivere un amore sbagliato, mediocre, nel quale bisogna sopportare. Nessuno è morto per aver chiuso una relazione.
L’anima muore quando si rimane con chi non si ama.
Separarsi non è solo una decisione. È una transizione emotiva, identitaria e relazionale.
Non si tratta solo di capire cosa fare, ma chi diventiamo quando una relazione finisce: cosa perdiamo, cosa resta, cosa ci portiamo dietro e cosa, finalmente, possiamo lasciare andare.
Io accompagno le persone in questo passaggio con lucidità, profondità e rispetto. Non per spingere verso una scelta, ma per renderla consapevole.
FACCIO AL CASO TUO SE:
- Sei in una relazione che ti fa stare male, ma non riesci a capire se restare o andare
- Ti senti bloccata/o tra paura, senso di colpa e confusione
- Continui a rimandare, sperando che qualcosa cambi da solo
- Hai bisogno di chiarezza, non di consigli
- Vuoi smettere di reagire e iniziare a scegliere
- Sei pronta/o a guardare in profondità il tuo modo di stare nelle relazioni
- Vuoi capire perché fai certe scelte, non solo quali scelte fai
NON FACCIO AL CASO TUO SE:
- Cerchi qualcuno che ti dica cosa fare
- Vuoi una spinta impulsiva a lasciare o a restare
- Pensi che il problema sia solo l’altro
- Vuoi soluzioni rapide e indolori
- Non ti senti pronta/o a metterti in discussione
- Non vuoi guardare ai tuoi schemi relazionali
Separarsi bene non significa separarsi senza dolore. Significa non perdersi nel dolore.
Ogni separazione è diversa
Per questo il percorso si adatta alla tua situazione. Non lavoro per “pacchetti standard”, ma per livelli di complessità.
1. Quando non ci sono vincoli formali
(relazioni senza convivenza, figli e legami legali)
A volte, da fuori, sembra “più facile”: non ci sono figli, non ci sono carte da firmare, non ci sono beni da dividere. Eppure, dentro, è tutt’altro che semplice. Magari sei in una relazione che non ti fa più stare bene, ma non riesci a lasciarla davvero.
Ti dici che dovresti farcela da sola/o, che “non è così grave”, che “c’è di peggio”. E intanto resti. O torni. O ricominci sempre dallo stesso punto.
In questi casi, la fatica non è tanto separarsi dall’altro, quanto separarsi dall’idea, dal bisogno, dall’attaccamento, da ciò che quella relazione rappresenta per te. Dal timore di restare sola/o. Dalla paura di non trovare di meglio. Dal senso di colpa perché l’altro potrebbe soffrire. Dalla sensazione che, se finisce, tu non ce la farai.
In questo percorso lavoriamo su ciò che ti tiene legata/o, anche quando sai che non ti fa bene. Sul tuo modo di amare, di aspettare, di adattarti. Su quegli schemi che si ripetono e che, ogni volta, ti portano nello stesso punto.
Li renderemo finalmente visibili e avrai l’opportunità di costruirne di nuovi, più in linea con i tuoi bisogni autentici e profondi.
2. Quando esistono vincoli strutturali
(convivenza, matrimonio ma NO figli)
Qui la separazione non riguarda solo la relazione affettiva: riguarda anche una vita costruita insieme. Una casa, delle abitudini, dei progetti, un’identità condivisa.
Forse anche l’idea di “come doveva andare”.
In questi casi, spesso si resta più per paura che per desiderio. Paura di sbagliare. Paura del giudizio. Paura di dover ricominciare. Paura di ammettere che qualcosa non ha funzionato.
La domanda non è solo “lo/la amo ancora?”, ma “chi divento se questa relazione finisce?”
In questo percorso lavoriamo sul lutto che accompagna ogni separazione importante, anche quando è necessaria. Sulla riorganizzazione emotiva e identitaria. Sulla fatica di lasciare andare ciò che è stato, senza negarlo o svalutarlo.
Separarsi, qui, non è un atto impulsivo. È una scelta che chiede tempo, ascolto e responsabilità verso se stessi (e anche verso l’altro).
3. Quando ci sono figli
Qui la separazione ha un peso diverso. Perché non riguarda solo due adulti, ma un sistema intero.
Spesso arrivano pensieri come:
“Resisto per loro.”
“Non posso permettermi di sbagliare.”
“E se li facessi soffrire?”
E intanto si resta in relazioni logoranti, conflittuali, silenziose o esplosive.
Oppure ci si separa, ma il conflitto continua sotto altre forme.
In questi casi il lavoro non è scegliere tra restare o andare. È capire come trasformare il legame, proteggendo i figli dal conflitto e aiutandoli a sentirsi al sicuro, anche dentro il cambiamento.
In questo percorso lavoriamo sulla distinzione tra la coppia che finisce e il ruolo genitoriale che resta. Sulla comunicazione. Sui confini. Sul senso di colpa.
Sulla capacità di restare adulti, anche nella tempesta emotiva.
Non esiste la separazione perfetta. Ma esiste una separazione sufficientemente buona. E insieme, possiamo raggiungerla.
Anche chiarezza pratica, quando serve
In alcune situazioni la confusione emotiva è amplificata dall’incertezza concreta. Restiamo bloccati perché non sappiamo esattamente cosa accade quando decidiamo di separarci: quali sono le conseguenze pratiche, economiche, legali, abitative, gestionali, etc?

Per questo collaboro con Simona Sarazani, avvocato esperto in diritto di famiglia e diritto minorile, una donna dal cuore d’oro e con una professionista d’eccellenza. Quando e se sarà utile, sarà possibile una consulenza legale orientativa.
Per aiutarti a conoscere tutti i possibili scenari, uscire dalla fantasia e ridurre l’ansia.
La chiarezza è una forma di cura.