In ambito penale, lo Psicologo Giuridico viene denominato Perito Tecnico e può essere nominato dal Giudice laddove necessiti di effettuare approfondimenti; le parti in causa possono nominare un loro perito di parte.

Le funzioni del perito sono più complesse e variegate in quanto l'azione dello psicologo in questo ambito si determina in funzione delle diverse fasi del procedimento penale e in funzione delle diverse figure giuridiche alle quali può prestare la sua opera di esperto.

INDAGINI PRELIMINARI E SIT (SOMMARIE INFORMAZIONI TESTIMONIALI)
  • Ausiliario di Polizia Giuridiziaria
  • Consulente del Pubblico Ministero
INDAGINI PRELIMINARI – INCIDENTE PROBATORIO
  • Perito del Giudice per le Indagini Preliminari
  • Perito del Giudice per l’Udienza Preliminare
  • Consulente Tecnico di Parte del Pubblico Ministero
  • Consulente Tecnico di Parte dell’indagato
  • Consulente Tecnico di Parte di parte civile
FASE EXTRAPERITALE (quando non viene disposta perizia da parte del Giudice, art.233 c.p.p.)
  • Consulente Extragiudiziale dell’imputato
  • Consulente Extragiudiziale del Pubblico Ministero
  • Consulente Extragiudiziale delle parti civili
FASE PERITALE
  • Perito del Giudice Dibattimentale
  • Consulente Tecnico di Parte dell’imputato
  • Consulente Tecnico di Parte del Pubblico Ministero
  • Consulente Tecnico di Parte delle parti civili

Quali sono i principali compiti del perito?

  • Capacità di intendere e di volere: Stabilire se il soggetto era capace di intendere e di volere al momento del fatto-reato è di fondamentale importanza per stabilirne l’imputabilità.

    Il soggetto non è imputabile se, nel momento in cui ha commesso il fatto-reato, era in uno stato mentale tale da escludere la capacità di intendere e di volere. Si parla in questo caso di vizio totale di mente.

    Il soggetto che, nel momento in cui ha commesso il fatto-reato, era in uno stato mentale tale da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità di intendere e di volere, risponde del reato commesso ma è soggetto ad una riduzione di pena. Si parla, qui, di vizio parziale di mente.
  • Capacità di stare in giudizio: Di norma ogni persona ha la capacità ad essere parte nel processo penale, ossia di assumere la qualità di imputato.

    Ogni persona è dotata anche della capacità a stare in giudizio, ovvero la capacità di esercitare i diritti e le facoltà attribuitegli dalla legge.

    In genere le due capacità coincidono, ma ci sono eccezioni ove l’imputato è privo della sua capacità processuale; la più rilevante è la presenza di infermità mentale.

    Il presupposto per il riconoscimento dell’infermità mentale è commisurato sull’idoneità del soggetto a partecipare coscientemente al processo. Questo sia nel caso in cui l’infermità mentale sia sopravvenuta dopo il fatto reato, sia nel caso in cui essa sia risalente a quel momento e perduri fino al tempo del processo.
  • Pericolosità sociale: Il Codice Penale stabilisce che una persona, anche se non imputabile, può essere definita socialmente pericolosa se si ritiene, desunto dalle circostanze, che possa con molta probabilità commettere nuovi reati. In funzione della pericolosità sociale vengono poi stabilite specifiche misure di sicurezza.

    Il perito è competente solo in caso di vizio di mente e dovrà pronunciarsi sulla eventuale pericolosità sociale da esso derivante. Il quesito del giudice al perito è di solito un'appendice al quesito sulla capacità di intendere e di volere.
  • La capacità a rendere testimonianza: In alcuni casi, il Giudice può ordinare una verifica della capacità fisica e mentale a rendere testimonianza. Ciò avviene soprattutto nei casi di minori vittime di reati sessuali.

    In questo caso, il perito è chiamato a valutare la capacità di recepire le informazioni (funzioni percettive ed attentive), la capacità di raccordarle con altre (funzioni di ragionamento e pensiero) la capacità di ricordarle (funzioni mnesiche), la capacità di esprimerle in una visione complessa (funzione linguistica) e la resistenza alla suggestionabilità.