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Professione e politica

Politica Professionale

La professione psicologica è relativamente nuova, se consideriamo l’anno di nascita del suo Ordine Professionale ( Legge 56/1989), ma è maturata a tal punto da non poter più fare a meno di sviluppare una cultura politica in grado di guidarla nella complessità della società e, in particolare, della sanità.

Quando parlo di politica professionale psicologica parlo di quella politica che riguarda tutti gli psicologi, a tutti i livelli; parlo di quella politica che si muove alla ricerca del bene comune per la società e per gli psicologi stessi, nella realizzazione di strategie volte alla realizzazione di condizioni virtuose nel mondo dell’assistenza sanitaria, nel ricoprire posizioni che consentano loro di decidere al pari delle altre professioni, nell’armonizzare la pluralità dei punti di vista e degli interessi verso un obiettivo comune ed in coerenza con gli scopi della professione.

L’attività politica, quindi, non concerne solo i vertici istituzionali, ma coinvolge chiunque, a vario titolo e livello, interviene nella vita pubblica della comunità professionale.

Fare politica professionale richiede, quindi, preparazione. Non possiamo inventarci politici né è sufficiente essere bravi psicologi per essere bravi politici.

La passione verso il mio lavoro mi ha portato, circa 10 anni fa, ad avvicinarmi al mondo della politica professionale attraverso una realtà territoriale, Giovani Psicologi della Lombardia, di cui sono diventata Presidente nel 2014 e che ancora oggi rappresento con grande gioia e dedizione.

Il mio percorso è stato e continua ad essere orientato a dar voce a tutto ciò che concerne la nostra categoria professionale, sviluppando riflessioni, diffondendo notizie, producendo documenti e cercando di “contaminare” culturalmente le altre categorie sanitarie, in particolare medici e farmacisti, con cui nel 2015 ho fondato la Consulta dei Giovani Professionisti Lombardi.

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