Accanto al lavoro clinico, svolgo consulenze in ambito psico-forense.
In questi contesti è fondamentale unire competenza tecnica, rigore metodologico e sensibilità clinica.
Ogni intervento richiede precisione, imparzialità e una profonda consapevolezza dell’impatto che una valutazione può avere sulla vita delle persone coinvolte.
Perché anche dentro un procedimento legale, al centro, restano sempre le persone.
Consulenza Tecnica in caso di separazione conflittuale
A volte non si riesce a intervenire prima. Il dialogo si è rotto. Il conflitto è diventato alto, pervasivo, a volte distruttivo.
Quando questo accade, il rischio è che la coppia smetta di essere coppia (quantomeno sulla carta), ma non riesca ancora a diventare genitorialità separata. E in mezzo, spesso, restano i figli.
L’elevata conflittualità può portare a perdere il focus sulla propria funzione genitoriale: il bisogno di avere ragione supera quello di proteggere. Le ferite personali prendono il posto dei bisogni dei bambini.
In questi casi, il Giudice può sentire il bisogno di capire meglio la situazione e richiede una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU), ovvero una valutazione da parte di esperti psicologi per acquisire ulteriori elementi sul funzionamento della famiglia. Il Giudice nomina un suo consulente “super partes”, e i genitori hanno la possibilità di fare altrettanto, nominando un consulente di parte. Io arrivo lì.
La consulenza tecnica in ambito di separazione serve a:
analizzare le dinamiche relazionali e familiari in modo approfondito;
valutare le competenze genitoriali;
valutare il livello di benessere psicofisico dei minori coinvolti;
riportare l’attenzione sul benessere dei minori.
Il mio compito non è alimentare il conflitto, ma offrire una lettura tecnica, rigorosa e centrata sul sistema familiare, affinché le decisioni possano essere prese con maggiore consapevolezza.
Valutazione del danno psichico per risarcimento danni
Il danno psichico appartiene alla categoria dei danni non patrimoniali, cioè dei danni che non interessano il patrimonio del soggetto, ed è una subspecies del danno biologico.
Per danno psichico s’intende la lesione della salute psichica dell’individuo che consiste nell’alterazione patologica dell’integrità psichica e dell’equilibrio di personalità, provocata da un evento traumatico di natura dolosa o colposa, che limita notevolmente ed in maniera durevole l’esplicazione di alcuni aspetti della personalità nel regolare svolgimento della vita quotidiana. Il danno psichico, in quanto biologico, è riconosciuto come risarcibile dalla giurisprudenza, e il consulente tecnico viene chiamato ad accertare la reale sussistenza di tale danno nel caso concreto, con riferimento alla quantificazione e alla valutazione in termini monetari del danno stesso.
Non si tratta semplicemente di “sofferenza” (che è parte della vita) ma di una modificazione stabile e documentabile dell’equilibrio emotivo, relazionale o cognitivo.
La valutazione del danno psichico viene richiesta, ad esempio:
in seguito a incidenti stradali;
in casi di infortunio sul lavoro;
dopo episodi di violenza;
in situazioni di responsabilità professionale;
in contesti di mobbing o maltrattamento.
Il lavoro prevede colloqui clinici, strumenti psicodiagnostici validati, analisi della documentazione e redazione di una relazione tecnica strutturata.
Consulenza in casi di stalking
Nei procedimenti che riguardano comportamenti persecutori è fondamentale comprendere a fondo la dinamica relazionale sottostante.
Lo stalking non è solo una sequenza di comportamenti insistenti: è spesso l’espressione di un legame che non riesce a trasformarsi o a interrompersi, e che assume modalità intrusive e disfunzionali.
In questo ambito posso offrire:
valutazione della condizione psicologica della persona coinvolta;
analisi del funzionamento relazionale;
inquadramento clinico delle dinamiche di dipendenza, controllo o disregolazione emotiva.
Anche qui lo sguardo deve essere equilibrato, tecnico, mai semplificato.
Ogni situazione richiede cautela, competenza e senso della misura.
Supervisioni a colleghi in ambito psico-forense
Lavorare nel forense significa muoversi in un territorio complesso, dove clinica e diritto si incontrano (e talvolta si scontrano).
L’operato dell’esperto contribuisce nel concreto a determinare il futuro delle persone coinvolte nel procedimento giudiziario: sulla base della sua valutazione si può stabilire l’imputabilità di una persona, o si può definire quale sia il miglior genitore per l’affidamento della prole.
In altri termini, si ha in mano il futuro delle persone.
Non solo: lo psicologo giuridico, più del clinico, è soggetto a denunce e segnalazioni all’ordine professionale per errori di procedura o responsabilità professionale.
E’ fondamentale, per un buon operato e per una tutela della professione, sapersi muovere al meglio all’interno della delicata cornice della giustizia. In questo senso, una buona formazione ed una discreta esperienza rappresentano ottimi strumenti.
Per lo svolgimento dell’attività di consulente (o perito) del Giudice, questa tutela è esplicitata dai requisiti minimi richiesti per l’accesso all’albo dei Consulenti presente in Tribunale.
Ma per praticare la consulenza “fuori dall’aula del tribunale”, tutto è (almeno per ora) nelle mani del buon giudizio dello psicologo.
Soprattutto quando si è all’inizio della professione, o quando si hanno dubbi ed il tempo è ridotto ai minimi termini, è buona cosa affidarsi ad un esperto che supervisioni l’operato, così da ridurre al minimo i rischi di errore ed avere l’opportunità di apprendere aspetti pratici e prassi operative difficilmente reperibili nei libri di testo.
Per questi motivi ho deciso di mettere a disposizione la mia esperienza pluriennale.
E’ possibile richiedere supervisione sulla base di specifici quesiti o farsi affiancare lungo tutto l’iter peritale.
La supervisione è uno spazio di pensiero e di tutela professionale.
Un luogo in cui fermarsi, rimettere ordine, approfondire, proteggere la qualità del proprio lavoro.
Perché nel forense non basta avere competenze cliniche.
Serve anche una struttura interna solida e uno sguardo capace di tenere insieme complessità e responsabilità.