La psicologia giuridica è una disciplina che si propone di studiare ed operare su individui e gruppi all’interno della cornice della giustizia, applicando le conoscenze e le tecniche psicologiche al mondo del diritto.

Nello specifico, analizza i processi cognitivi, emotivi e comportamentali ritenuti rilevanti per l’amministrazione della giustizia, e lo fa sulle persone coinvolte nell’iter giudiziario: autori di reato, imputati, testimoni, parti lese, avvocati, giudici, etc. Si occupa, inoltre, dei problemi psicologici legati alla costruzione, applicazione e adesione individuale e collettiva a norme e regole del comportamento e della convivenza umana, in un costante e diretto dialogo con le discipline giuridiche.

In termini pratici, questa disciplina si propone di studiare il vissuto personale (profilo psicologico) delle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari, con l’obiettivo di raccogliere dati comportamentali da sottoporre poi al vaglio dell’autorità giudiziaria incaricata.

Per lavorare come psicologo giuridico non è sufficiente essere laureato in psicologia né è necessario essere psicoterapeuta. E’ fondamentale, invece:
  • aver acquisito una formazione specifica in materia psico-forense ed aver maturato una discreta esperienza sul campo svolgendo almeno un triennio di tirocinio;
  • conoscere in modo approfondito la normativa che regolamenta l’operato dello psicologo giuridico, quella relativa ai procedimenti e alle persone coinvolte, ed essere costantemente aggiornato sulle novità giurisprudenziali;
  • sapersi muovere entro il cosiddetto “doppio mandato” che svincola lo psicologo giuridico dalla “mission clinica” di stare al fianco del soggetto in quanto il suo operato si pone davanti al soggetto e, soprattutto, risponde in prima linea ai quesiti posti dal Giudice.
  • L’attività dello psicologo giuridico varia a seconda del contesto giudiziario in cui è chiamato a prestare la sua opera; nelle specifiche sezioni del sito sono citati i principali ambiti in cui è possibile richiedere l’ausilio dell’esperto.

    Lo psicologo giuridico opera anche “fuori dalle aule di Tribunale”:


1. CONSULENZE PSICO-FORENSI

Il cittadino o l’avvocato può chiedere una consulenza ad un esperto di psicologia giuridica per discutere del problema, capire le varie implicazioni e studiare insieme le possibili strategie d’azione. La consulenza può essere richiesta sia prima di intraprendere un’azione legale che a giudizio già avviato, laddove emergano elementi che possano rendere plausibile/necessario l’ausilio dello psicologo giuridico. In sede di consulenza è possibile ricevere consigli e suggerimenti su come gestire la specifica questione nella propria quotidianità, ma non vi sono finalità terapeutiche.


2. PARERE PRO VERITATE

Si tratta di un “saggio” avente come oggetto l’analisi e la soluzione di un determinato problema psico-forense. Letteralmente significa parere conforme a verità, ed in tal senso si distingue per il suo carattere di imparzialità.

Questo tipo di valutazione può essere richiesta per evitare di intraprendere un giudizio o, al contrario, come elemento da cui il giudizio stesso può prendere avvio.

3. AFFIANCAMENTO AD AVVOCATI

Lo studio legale può avvalersi dell’opera dello psicologo giuridico non solo quando è richiesta una perizia o consulenza tecnica, ma può farne richiesta anche per la preparazione dell’attività difensiva e la gestione del rapporto col cliente.

Hai bisogno di una consulenza?

Contattami