Il sintomo è la miglior soluzione che l’individuo ha trovato per affrontare il problema

V. Ugazio

L’orientamento sistemico-relazionale, grazie al suo sguardo orientato sulle dinamiche relazionali e comunicative, risulta idoneo non solo per disturbi individuali (disturbi d’ansia, panico, fobie, ossessioni, disturbi depressivi) ma si è rivelato elettivo per problematiche in cui vi è un importante coinvolgimento della famiglia (disturbi alimentari, psicosi), e difficoltà di coppia (conflitti e disturbi della sfera sessuale).

Intervenendo sulle dinamiche disadattive esistenti nel qui ed ora, sui processi comunicativi disfunzionali ed essendo orientato alla soluzione del problema, il lavoro a matrice sistemico-relazionale viene considerato un trattamento di tipo breve.

Depressione

Il termine depressione è diventato ormai di uso comune e spesso fa riferimento ad una varietà di situazioni caratterizzate da malinconia, tristezza generalizzata, perdita di interessi e di progettualità, inappetenza ed insonnia (o al contrario grande appetito e sensazione di sonno costante). È un termine che rimanda ad uno stato di sofferenza generale che riduce la voglia di vivere.

Numerosi studi hanno disconfermato l’ipotesi secondo cui la causa della depressione va ricercata in uno squilibrio biochimico o abbia una matrice genetica.

La depressione rappresenta una condizione molto più complessa, e assumere una prospettiva che riesca a cogliere tale complessità permette di dar voce a sintomi che tendono ad essere messi a tacere mediante la somministrazione di farmaci.

Disturbi alimentari

I cosiddetti DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) possono essere considerati i disturbi dell’epoca moderna. Il ruolo dei mass media ha sicuramente un peso formidabile: sempre di più la cultura occidentale riflette i valori del successo, della supremazia dell’immagine sull’identità interna, la magrezza e la perfezione del corpo sono diventati dei veri e propri dicktat. Il cibo, inoltre, è sovrabbondante nei nostri paesi, e può rappresentare la precondizione necessaria del benessere.

Ma è riduttivo pensare che un’anoressica non mangi per assomigliare alla star televisiva del momento, o che un’obesità sia sinonimo di “buona forchetta”.

I Disturbi del Comportamento Alimentare possono e devono essere interpretati come delle vere e proprie forme di comunicazione: il paziente, attraverso il rapporto col cibo e col suo corpo, esprime un significato al proprio sistema.

Essi possono essere considerati, in chiave metaforica, la punta di un grande iceberg. Ciò che affiora sopra il livello del mare è un qualcosa che nasconde un mondo fatto di significati celati ma estremamente importanti per la comprensione del disturbo.

Oltre alle forme più “classiche” di disturbi alimentari (anoressia, bulimia, obesità) sono andate sviluppandosi negli ultimi anni nuove strutture patologiche, tra cui:

  • Drunkoressia: si tratta di un comportamento alimentare particolarmente strano e pericoloso, molto diffuso tra le adolescenti. Esso consiste nel mangiare sempre meno fino a digiunare per poi assumere rilevanti quantità di bevande alcoliche.
  • Ortoressia: si tratta di una forma patologica di attenzione alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche.
  • Visnoressia: o anoressia maschile. Si tratta della ricerca spasmodica del fisico ideale, del corpo muscoloso e perfetto a cui si associa una condotta alimentare scorretta

Disturbi d'ansia, attacchi di panico, fobie

L’ansia è una normale attivazione psicofisiologica dell’essere umano, che ci permette di far fronte a situazioni difficili e significative. Pensiamo al primo colloquio di lavoro, ad un esame scolastico o universitario, al primo appuntamento… L’ansia, in questi casi, permette di affrontare al meglio la situazione.

Quando l’ansia risulta molto elevata e costante, si sviluppano sintomi fisici quali: tachicardia, respiro affannoso, vertigini, tremori, nausea, stati confusionali etc. Se tali condizioni si presentano in assenza di un reale motivo, possono rappresentare un vero e proprio limite allo svolgimento della vita quotidiana, che risulta sempre più condizionata da difficoltà e paure.

Rientrano nei disturbi di ansia:

  • Gli attacchi di panico, ovvero stati di ansia molto acuta caratterizzata dalla paura di star male, di perdere il controllo e addirittura dalla percezione di stare per morire a causa di un infarto imminente. Spesso sono presenti forti vertigini, senso di soffocamento e perdita di conoscenza.
  • Agorafobia e claustrofobia, rispettivamente paura degli spazi aperti e degli spazi chiusi. Queste forme di disturbo possono essere consequenziali ad un attacco di panico, in quanto rimane la paura della paura.
  • Fobie specifiche, ovvero la paura verso un determinato oggetto o una data situazione (animali di vario genere, altezza, etc). La fobia si manifesta con sintomi di tipo ansiogeno e porta la persona ad evitare la situazione di cui si ha paura.

Disturbi ossessivi

I DOC (Disturbi Ossessivo-Compulsivi) rappresentano uno dei disagi psicologici più diffusi nella cultura occidentale. Essi rappresentano una forma particolare di disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di pensieri ossessivi indesiderati e di comportamenti ripetitivi, che possono letteralmente intrappolare la persona generando angoscia e grandi difficoltà.

Le persone che soffrono di questa problematica sono caratterizzate da grande sensibilità e tendono a porsi molte domande che rimangono senza risposta, alimentando dubbi e perplessità. Generalmente vi è una piena consapevolezza di ciò che si sta vivendo e di quanto sia difficile resistere.

E’ presente una vera e propria fusione tra il pensiero e l’azione: si è convinti che pensare una cosa equivalga a metterla in atto. Ed è da qui che parte l’escalation dello stato di ansia e la conseguente messa in atto di rituali per la riduzione del disagio. È un cane che si morde la coda.

Problemi di coppia

Nessuna coppia è esente dai problemi.

Ci sono coppie che incontrano difficoltà all’inizio della loro unione, altre dopo la nascita dei figli, altre ancora quando i figli diventano grandi ed escono di casa. Altre si incagliano di fronte ad avvenimenti imprevisti che scuotono gli equilibri (ad esempio: la perdita del lavoro, un lutto, un tradimento etc)

La coppia può esprimere il disagio che sperimenta in vari modi: conflittualità più o meno forte e scoperta, sintomi o disagi personali da parte di uno dei due partner, difficoltà sessuali e, se ci sono figli, loro stessi possono essere portatori di un problema quale segnale che esprime la sofferenza di tutti.

Se i contrasti e le difficoltà hanno poi portato la coppia alla separazione, rivolgersi ad uno specialista aiuta a far fronte a tutti i disagi da essa derivanti, al fine di trovare un modo per rendere questa scelta meno dolorosa e priva di strascichi negativi, aiuta a gestire il rapporto con i figli e a condividere e gestire la genitorialità in modo valido e coerente.